Il piano dei primi 100 giorni di Donald Trump

Donald Trump si insedierà ufficialmente il 20 gennaio 2017. Nel breve video messaggio divulgato ieri ha esposto il piano per i suoi primi cento giorni di governo con l’intento, che è stato anche il suo slogan, di “fare di nuovo grande l’America”, intervenendo sul commercio, sull’immigrazione e sulle politiche in materia di conflitto di interesse.
La strategia del nuovo presidente si fonda su sei punti nevralgici, tra cui il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo economico con altri dodici paesi dell’area pacifica e asiatica noto come TPP ( Trans Pacific Partnership ), fortemente voluto da Barack Obama e definito da Trump un “potenziale disastro per il Paese”, sostituito invece dall’introduzione di accordi commerciali bilaterali tra gli stati.
Uno dei temi più caldi della campagna elettorale repubblicana è stato quello dell’immigrazione. Il presidente eletto ha chiarito il suo programma di intervento per i primi tre mesi limitandosi a chiarire di voler indagare sugli abusi nella concessione dei visti agli stranieri, pratica che taglia migliaia di posti di lavoro per i cittadini americani. Alcun riferimento è stato fatto alla costruzione del muro lungo il confine con il Messico né all’espulsione degli stranieri irregolarmente trovati sul territorio statunitense.
Per quanto riguarda il settore energetico, Trump si propone di eliminare “le restrizioni sulla produzione di energia americana e di creare molte migliaia di posti di lavoro ben remunerati”.
Sulla semplificazione delle norme, il presidente ha affermato che per ogni nuova legge promulgata due vecchie disposizioni devono essere eliminate.
In merito alla sicurezza nazionale, Donald Trump chiederà “al dipartimento della Difesa e al capo degli Stati maggiori di sviluppare un piano per proteggere gli Stati Uniti dagli attacchi informatici e da altre forme di attacchi”.

In materia di conflitti d’interesse e della sua riforma dell’etica, Donald Trump ha affermato: “Prevedremo un bando di cinque anni sulla possibilità per i funzionari di diventare lobbisti quando abbandoneranno l’amministrazione e un bando a vita sulla possibilità di diventare lobbisti per conto di governi esteri”. Non sono mancate le polemiche in relazione ai propri conflitti personali e per cui il presidente è accusato sia di trovarsi in una posizione molto vantaggiosa per far proliferare il suo impero sia di avvantaggiare i propri familiari nell’inserimento nella vita politico-amministrativa. In un tweet apparso sulla sua pagina ufficiale, The Donald scrive “Prima delle elezioni era ben noto che avevo interessi in proprietà sparse in tutto il mondo e solo ora i media corrotti fanno di ciò una gran notizia”. Negli States, una legge del 1967 vieta al presidente di assegnare incarichi pubblici ai propri familiari, inatnto Ivanka Trump, il marito Jared Kushner, i fratelli Donald Trump Jr ed Eric Trump fanno parte del cosiddetto “transition team”, il gruppo che si sta occupando del passaggio di consegne alla Casa Bianca.

 

CC.

Credits: huffingtonpost.com

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